La domanda che forse dovremmo cominciare a porci più spesso quando parliamo di turismo nel nostro territorio è: “che cosa vorremmo che lasciasse davvero?”, e non “Quanti arrivi e presenze quest’anno?”.
Dovremmo chiederci non quante camere siano state occupate e neanche quanti record abbiamo battuto, ma cosa resta alla città dopo che quelle persone sono ripartite.
Il dibattito di questi anni ha giustamente fatto emergere molte delle distorsioni legate alla crescita turistica: pressione sul mercato abitativo, concentrazione dei flussi, difficoltà nella gestione dei rifiuti, precarietà del lavoro, congestione di alcune parti della città, perdita di attività tradizionali e progressiva trasformazione di alcuni luoghi.
Tutti questi sono problemi reali e sarebbe sbagliato negarli ma credo sia sbagliato raccontare il turismo soltanto attraverso ciò che toglie. Oggi va di moda parlare di Overtourism e in molti iniziano a guardare il turista come un nemico.
La domanda che io mi pongo è un’altra: “in che modo il turismo può rendere migliore la nostra comunità?”.
Per abbozzare alcune risposte faccio questo gioco: immagino di essere un turista che non è mai stato a Lecce (la mia città) e decide di andare a visitarla per la prima volta.
Se andassi a Lecce da turista, probabilmente non chiederei una città costruita intorno a me ma vorrei trovare una città bella perché è bella innanzitutto per chi la abita.
Vorrei mezzi pubblici efficienti, strade pulite, verde curato, servizi facilmente accessibili.
Vorrei poter raggiungere il mare senza necessariamente utilizzare un’automobile.
Vorrei trovare informazioni chiare, bagni pubblici, una raccolta dei rifiuti organizzata, spazi pubblici curati e sicuri.
Vorrei entrare in una bottega artigiana e incontrare qualcuno che sappia raccontarmi ciò che produce.
Vorrei mangiare prodotti del territorio, partecipare a un evento culturale, scoprire un quartiere fuori dai soliti itinerari.
Quello che vorrei, probabilmente, è sentirmi almeno per qualche giorno non semplicemente consumatore di una destinazione, ma ospite di una comunità.

Sono convinto che tutto ciò che rende migliore una destinazione turistica rende migliore anche la vita dei suoi cittadini.
Una città pulita è migliore per il turista e per il residente.
Un sistema di trasporto efficiente serve al visitatore, ma soprattutto a studenti, lavoratori e famiglie.
Una bottega artigiana che riesce a lavorare grazie a una domanda nuova mantiene competenze, identità e lavoro sul territorio.
Un palazzo recuperato invece di essere abbandonato restituisce valore a un pezzo di città.
Per questo non credo che il tema debba essere semplicemente scegliere tra più turismo o meno turismo e se fossi chiamato ad amministrare non mi chiederei soltanto come attirare nuovi visitatori ma mi chiederei continuamente come trasformare quella presenza in un vantaggio collettivo.
Questo significa misurare non soltanto arrivi e pernottamenti, ma anche quanto della spesa turistica rimane sul territorio, quanti posti di lavoro diventano stabili, quante imprese locali entrano nella filiera, quanto riusciamo ad allungare la stagione e distribuire i visitatori nei diversi quartieri e nei comuni vicini.
Significherebbe utilizzare in maniera visibile le risorse generate dal turismo per migliorare pulizia, mobilità, verde, patrimonio culturale e servizi.
Vorrei che Lecce diventasse una città più internazionale senza perdere la propria identità, più attrattiva per chi investe, ma anche più vivibile per chi nasce, studia e lavora qui.
Queste sono, per me, alcune misure del successo.
Giovedì 8 ottobre sarò a Bari, al Festival dell’Economia Pugliese, per intervenire nel panel “Il turismo che migliora la vita”.
Porterò il mio sguardo di property manager di comunità: un’idea di ospitalità che mette in relazione proprietari, viaggiatori e residenti, valorizza il patrimonio dei luoghi e accompagna chi arriva a conoscerli davvero.
Sono davvero fiero ed emozionato per condividere il panel con persone dallo spessore di Lucia Varra, Don Gionatan De Marco, Gianfilippo Mignogna e Giancarlo dell’Orco.
📅 Giovedì 8 ottobre 2026, ore 10:00
📍 Palazzo di Città, Sala Ex Tesoreria – Bari
🎟️ Ingresso libero, senza prenotazione



